La regolazione nei servizi idrici e l’allocazione dei rischi (2008)

di Alessandro Mazzei e Paolo Peruzzi

pubblicato in: ANEA – Note Tecniche sulla regolazione, numero 2008/04, gennaio/2008

Abstract

Abstract:

Pursuing legislation enacted in 1994 (Law 36/94), so called “Galli” Law, the water sector in Italy is going through a profound reorganisation aimed at transforming a sector characterised so far by extreme fragmentation into an industrialised and integrated one. An accurate assessment of the legal framework designed by the Reform brings to light the presence of a Regulation by Contract. Quite clearly we are facing a regulation by contract, the assignment contract being the basic document regulating the relationship between the AATO and the Operator. Drawing up the contract, AATO and Operator have to assess main risks in the management of IWS in order to identify the specific subject bearing each risk. Hence, it is essential to identify main risks and their allocation to enable subject to efficiently manage it. Referring to a risk’s classification of the World Bank we rank the risk in the management of the IWS and we suggest how to improve contract’s effectiveness through their better allocation.

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La riforma dei servizi idrici: la regolazione locale, il contratto e gli incentivi (2007)

Letizia Danesi, Monica Passarelli, Paolo Peruzzi

Pubblicato in: Canitano G, Di Laurea D., Doni N. (a cura di). La convenzione di affidamento e la regolazione del servizio idrico in Italia. Franco angeli, 2007

Abstract

La situazione ante riforma presentava una estrema polverizzazione di enti, per la maggior parte comunali,
che non consentiva di garantire servizi efficienti: si disperdevano energie umane ed economiche; non si
operava una razionale utilizzazione delle risorse naturali e non si raggiungeva un effettivo controllo e
preservazione della loro qualità; laddove esistevano gli impianti, risultava inefficace il trattamento delle
acque ai fini di una loro restituzione ai corpi idrici; non permetteva di introdurre moderne tecnologie.
Con l’obiettivo di migliorare l’efficienza produttiva, il livello qualitativo del servizio, le tutela della risorsa e
l’autofinanziamento del settore con la legge Galli viene disegnata una nuova organizzazione del servizio e
fissati le caratteristiche del sistema di regolazione che inevitabilmente deve essere creato a seguito della
separazione dell’indirizzo dalla gestione. Gli elementi distintivi della regolazione del servizio idrico sono quelli
di essere una regolazione per contratto, di tipo incentivante, prevalentemente locale. Il presente articolo si
propone di indagare i vantaggi e svantaggi che tali caratteristiche portano con sé.

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Water services reform in Italy: its impacts on regulation, investments and affordability (2007)

Letizia Danesi, Monica Passarelli e Paolo Peruzzi

Pubblicato in WATER POLICY, vol. 9, n. 1, 2007.

Abstract

The water and waste sector is one of the fastestgrowing Italian utility sectors, currently going througha period of unprecedented change, development and consolidation. The reform, introduced in 1994 with the Galli Law, provides for the organisation of water supply and sewerage through the aggregation of municipal utilities into Optimal Territorial Areas. Vertical and horizontal integration of water and sewerage services allows saving to be made according to economies of scale and scope. Moreover, the Italian legislator intends to achieve the industrialisation of a sector which until then was characterized by economic or municipal management. With the reorganisation forecast by the reform, a programme of investment developing over a period between 20 and 30 years is set out. One of the fundamental aspects of the reform is that, with an adequate long term plan it gives the chance to provide excellent planning for the required works in order to achieve optimum safety and quality in waterservices. As the restructuring takes its course,a debate is underway on the increase of investment that could cause problems of affordability for the new tariffs.

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Il sistema di corporate governance adottato in alcune società del servizio idrico integrato. Analisi e commenti degli statuti delle società miste del servizio idrico integrato (2004)

Monica Passarelli e Paolo Peruzzi

Pubblicato in: XVI Riunione scientifica SIEP (2004), Politiche pubbliche, sviluppo e crescita. Pavia, Università, giovedì 7-8 ottobre 2004

Sintesi

Sono passati dieci anni dall’entrata in vigore della legge 36/94 e la riforma sui servizi idrici non è ancora completata. Negli ultimi anni si è assistito, tuttavia, ad un notevole avanzamento del processo, sia a livello iniziale caratterizzato dall’insediamento degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) che agli stadi successivi, quali appunto la ricognizione sulle infrastrutture presenti sul territorio, la realizzazione dei Piani di Ambito e l’affidamento del servizio. Secondo l’ultima relazione annuale al Parlamento del Comitato per la Vigilanza sull’uso delle risorse idriche, su 91 ATO previsti, l’Autorità di Ambito è insediata in 87 casi, con oltre 54 milioni di abitanti, pari al 97% della popolazione italiana. Le ricognizioni sono terminate in 81 Ambiti, corrispondenti all’89% degli ATO complessivi. I due terzi degli ATO insediati, 61, è nella fase intermedia della riforma, avendo redatto o già approvato il Piano d’Ambito. Infine 38 ATO, che servono 28,6 milioni di utenti, circa il 51% della popolazione italiana, hanno concluso il processo con l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato a società per azioni, la maggioranza delle quali a prevalente capitale pubblico locale.

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Una semplice guida per districarsi nella “giungla delle separazioni” della riforma dei servizi pubblici locali (2003)

Alessandro Petretto, Monica Passarelli e Paolo Peruzzi

Pubblicato in: Economia Pubblica, anno 2003, numero 6

Abstract

L’articolo fornisce una chiave di lettura economica per orientarsi nella articolata struttura di separazioni prevista dalla riforma dei servizi pubblici locali. Questa, in primo luogo, si basa sul principio generale della “separazione istituzionale” tra funzioni di indirizzo e programmazione e funzioni di gestione nella prestazione. In secondo luogo, contempla anche una complessa tassonomia di “separazioni tecnologiche” sotto forma di possibili segmentazioni della “filiera” di un servizio in più funzioni verticali. Si mostra come la convenienza ad effettuare le separazioni tecnologiche nasca dall’intento di rendere più efficace la separazione istituzionale. Infine si indicano le difficoltà di applicazione dei principi di separazione tecnologica nei singoli settori.

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