Adeguamenti tariffari (2012-2019) e qualità tecnica (2018): una rappresentazione degli effetti della regolazione di ARERA

di Paolo Peruzzi

Abstract

Con il trasferimento della regolazione tariffaria del servizio idrico all’autorità, prima l’AEEG, poi AEEGSI e infine l’ARERA, ha prodotto quattro revisioni tariffarie con altrettanti metodi tariffari e più di 380 provvedimenti di adeguamento tariffario ai gestori del servizio idrico. Se si pensa che alla base di ognuno di questi provvedimenti c’è una documentazione informativa molto estesa ed invasiva, possiamo essere certi che l’autorità sta accumulando un volume importante di informazioni sulla struttura dei costi e sulle prestazioni economiche, finanziare e tecniche dei gestori. Di questo volume di informazioni l’autorità sicuramente ne sta facendo uso per disegnare la regolazione, un po’ meno per assicurare una delle funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico integrato così come gli assegna la legge. Tuttavia la pubblicazione dei provvedimenti di adeguamento tariffario ci permette di avere accesso ad alcuni dati, e su questi svolgere alcune semplici elaborazioni. L’analisi dei provvedimenti tariffari, limitata ai soli valori del teta deliberati, ci ha consentito di individuare alcuni elementi caratterizzanti l’insieme dei provvedimenti. Confrontando le variazioni tariffarie, dall’inizio dell’applicazione della nuova metodologia tariffaria di ARERA, abbiamo trovato un incremento medio pari al 30%, con valori massimi e minimi, rispettivamente del 52,4% e dell’11,3%. In controtendenza, nell’ultimo periodo tariffario 2018-2019, a fronte di incrementi medi pari allo 0,8%, abbiamo rilevato una frequenza elevata di variazioni negative (25%) e pari a zero (28%). I dati relativi ai macro indicatori della qualità tecnica indicano, con l’eccezione di due di essi, che la maggioranza delle imprese non rispetta gli obiettivi di qualità tecnica definiti da ARERA, e lo fanno con percentuali elevate che vanno dal 46% all’85%. Tutti dati che fanno supporre che vi sia un elevato ammontare di investimenti da realizzare per migliorare la posizione delle imprese rispetto agli obiettivi, in particolare per quelli relativi alle perdite idriche, e al superamento dei limiti nelle acque reflue.

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Verso la ripubblicizzazione dei servizi idrici in Inghilterra e in Galles?

di Paolo Peruzzi

Abstract

Nel febbraio del 1986, il governo britannico pubblica un libro bianco “Privatisation of the Water Authorities in England and Galles” nel quale vengono indicate un’impressionante lista di potenziali benefici della privatizzazione dei servizi idrici: le società non saranno più oggetto di interventi da parte del governo e il management sarà così protetto dalle pressioni politiche; saranno libere dai vincoli della proprietà pubblica su tariffe e finanziamenti; avranno accesso al mercato privato dei capitali per ridurre i costi e migliorare i servizi; potranno attuare una strategia più chiara per la protezione dell’ambiente idrico; avranno una maggiore capacità di attrarre un management di elevate qualità. Dopo più di trenta anni il paese che ha scelto la strada delle privatizzazioni per assicurare servizi migliori e più efficienti sembra ora sull’orlo della ripubblicizzazione e anche i conservatori, che sono stati i promotori convinti della privatizzazione, sono preoccupati perché quelli che allora sembravano i pregi di questa forma di gestione ora appaiono, nella migliore delle ipotesi, come delle inadeguatezze da superare. Nel paper vengono analizzate le diverse posizioni che si stanno sviluppando su questo tema: da una parte i sostenitori della ripubblicizzazione con le loro tesi della finanziarizzazione dei servizi idrici, dall’altra i sostenitori dell’attuale sistema di regolazione che con le loro proposte di riforma ne vorrebbero superare i limiti e migliorare la considerazione dell’utente all’interno dello schema regolatorio.

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La tariffa dei servizi idrici: la struttura degli incentivi nella regolazione dell’OFWAT (2013)

Paolo Peruzzi

Pubblicato in: Working paper ANEA, anno 2013, numero 02

Abstract

L’OFWAT, il regolatore dei servizi idrici in Inghilterra e il Galles, rappresenta sicuramente l’esperienza più avanzata nella regolazione incentivante dei servizi idrici. L’analisi della regolazione incentivante dell’OFWAT viene sviluppata a partire da i suoi principali documenti di consultazione che precedono la definizione della tariffa nel periodo regolatorio. La struttura degli incentivi che emerge dall’analisi del sistema tariffario dell’OFWAT è quella che probabilmente ci si dovrebbe aspettare da una regolazione matura. Gli incentivi pervadono tutta la struttura tariffaria: i costi operativi, la spesa per investimenti, il rendimento del capitale investito, la qualità dei servizi. L’esperienza dell’OFWAT in materia di regolazione e di regolazione incentivante costituisce sicuramente una miniera per chi voglia affrontare la regolazione dei servizi idrici utilizzando gli incentivi come base della regolazione.

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Gli investimenti nei servizi idrici, un contributo alla crescita della domanda e dell’occupazione (2013)

Paolo Peruzzi

Pubblicato in: ANEA Working Paper, anno 2013, numero 03, Maggio

Abstract

Il settore dei servizi idrici è un elemento essenziale dell’economia e dell’assetto sociale del Paese. Il settore ha la necessità di rinnovare le reti e i propri impianti. Il Piano degli investimenti deve affrontare sia l’effetto che i mutamenti climatici stanno producendo sui livelli dei servizi, sia contribuire a ridurre l’impatto della popolazione e delle attività economiche sull’ambiente. Il settore attraverso la realizzazione di questo vasto programma d’investimenti può svolgere un ruolo importante nel rilancio della domanda e più in generale per stimolare la ripresa economica. Secondo uno studio realizzato negli USA, un investimento di 1 miliardo di dollari triplica quasi i suoi effetti sulla domanda per beni e servizi arrivando ad un incremento stimato da 2,87 a 3,46 miliardi di dollari. Per un investimento di un miliardo di dollari, si stima che l’impatto che avrà sull’aumento dell’occupazione vari fra 20.000 e 27.000 nuovi posti di lavoro. Sulla base di questi presupposti, dopo aver quantificato la spesa annuale d’investimento prevista nei piani di Ambito, si procede a calcolare l’effetto moltiplicatore degli investimenti sulla domanda complessiva e sull’occupazione.

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Dichiarazione politico strategica di DEFRA per OFWAT e gli indirizzi per la regolazione del servizio idrico in Italia: appunti (2013)

Marisa d’Agostino e Paolo Peruzzi

Pubblicato in: ANEA Working Paper, anno 2013, numero 01

Abstract

Nel novembre del 2012, il Department for Environment, Food e Rural Affairs (DEFRA) del Governo della Gran Bretagna ha pubblicato un documento d’indirizzo per il regolatore dei servizi idrici, l’Office For Water Services (Ofwat). Si tratta di una vera e propria guida che individua le priorità nella regolazione del servizio idrico. L’analisi del documento ci permette di sviluppare alcune considerazioni anche sul contesto italiano dove, recentemente, si è attribuito il compito della regolazione tariffaria del servizio idrico integrato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG). In particolare sull’opportunità che anche nel nostro Paese il Governo e il Parlamento, pur nel rispetto dell’indipendenza e autonomia che devono caratterizzare l’azione delle autorità di regolazione, indichino le linee strategico politiche che devono costituire il riferimento per la regolazione del servizio idrico.

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